La mia storia
Quando sei giovane ti senti invincibile. Sai che le cose brutte possono capitare, ma in fondo pensi che non toccheranno mai te.
Io sono sempre stato una persona ansiosa. Ho sempre avuto paura delle malattie e della sofferenza: quando andavo a trovare qualcuno in ospedale, non vedevo l’ora di uscire. Ho sempre tenuto al mio fisico, in parte per vanità, in parte per quell’ansia di stare bene, restare in forma, prevenire.
Per formazione e per lavoro sono sempre stato attento all’alimentazione. E non avevo mai avuto problemi di salute. Mai.
Il gonfiore che non volevo guardare
Poco dopo i 40 anni ho notato un gonfiore. Ho lasciato passare il tempo: volevo credere che non fosse nulla, che sarebbe passato da solo.
Dopo diversi mesi mi sono deciso a fare una visita, poi altri controlli. Durante un’ecografia, il medico mi ha detto che quello che vedeva era serio e andava affrontato subito.
Non ci credevo. Ero ancora sul lettino e mi sono messo le mani sugli occhi. Ho iniziato a piangere. Non a me, non ora. Ho detto al medico: “Ma io sto benissimo”. Mi ha risposto con calma che non c’entrava.
Nel giro di poche settimane mi sono operato, sperando che tutto finisse lì.
Se leggi questo e hai un sintomo che ti preoccupa, non fare come me: non aspettare. Parlane con il tuo medico. Aspettare mesi è stato il mio errore.
“Perché a me?”
Me lo sono chiesto per giorni. Poi ho capito che era la domanda sbagliata.
Quello che so è questo: le malattie non hanno quasi mai una sola causa, e nessuno può dirti con certezza perché è successo a te. Non so se la mia alimentazione, lo stile di vita o altro abbiano avuto un ruolo, e non voglio inventare spiegazioni che la scienza non conferma.
Quello che invece ho potuto guardare con onestà è la mia vita nei cinque anni precedenti.
Mangiavo bene, ma facevo sempre meno attività fisica. Mi ero buttato in molti progetti, alcuni finiti male, e avevo dedicato loro tempo ed energie a scapito di quello che contava di più: la famiglia, gli amici, le piccole abitudini che mi facevano stare bene. Le avevo abbandonate una dopo l’altra, sempre con la scusa di “non avere tempo”.
Sapevo tutto quello che c’era da sapere su alimentazione e prevenzione. Ma sapere non basta. Serve fare, e farlo con costanza.
Piccoli passi
Mi sono accorto che mi era mancato proprio questo: costanza e disciplina. Avevo sempre voluto tutto e subito, cose più grandi di me. Un contadino fa il contrario: lavora ogni giorno, un passo alla volta, e raccoglie quello che il lavoro porta.
Da allora ho ripreso alcune abitudini semplici:
- Muovermi ogni giorno, anche solo con una passeggiata. Il tempo si trova.
- Dieci minuti di meditazione al giorno. Non so dire quanto mi abbia aiutato, ma ho affrontato l’operazione con più serenità.
- Mangiare con attenzione, senza privarmi di quello che mi piace.
- Riprendere a scrivere. Questo blog era un’idea nata anni fa e mai portata avanti.
Non è un metodo per guarire, sia chiaro. È il modo in cui ho scelto di prendermi cura di me, a partire da quel momento.
Perché ti racconto tutto questo
Da questa esperienza è nata la mia idea di educazione alimentare: non una dieta da seguire per qualche settimana, ma un percorso lungo, in cui si impara a mangiare meglio e a vivere meglio, un passo alla volta.
È anche il motivo per cui qui cerco di spiegare cosa dicono davvero gli studi, e dove invece i dubbi restano.
Io pensavo che a me non sarebbe mai successo. Non aspettare di ricrederti come ho fatto io: un passo piccolo oggi vale più di un grande piano rimandato.
Grazie di aver letto fino a qui.
Francesco

